Piani di Sviluppo Rurale (PSR)

Il Reg. (CE) n.1257/99 ha istituito un quadro normativo per l'aiuto comunitario allo sviluppo rurale, le cui disposizioni applicative sono definite dal Reg. (CE) n.817/2004. 

I Piani di Sviluppo Rurale per il periodo 2000–2006, sono stati elaborati dalle Regioni e Provincie Autonome e, successivamente, approvati dalla Commissione Europea la quale ha contestualmente ratificato le relative previsioni finanziarie. 

Il Piano di Sviluppo Rurale rappresenta, dunque, lo strumento di programmazione attraverso il quale l’Amministrazione locale può rafforzare il proprio modello di sviluppo agricolo e rurale, attivando le misure ritenute opportune, con l'obiettivo di evidenziare il possibile contributo alla società civile, anche attraverso una maggiore integrazione tra i soggetti impegnati, a vario titolo, allo sviluppo del settore agricolo. 

Le Regioni/Provincie Autonome sono le autorità competenti per quanto riguarda la programmazione e la gestione dei PSR, oltre che l’effettiva utilizzazione delle risorse previste dalla tabelle finanziarie; inoltre, dispongono i bandi, eseguono l’istruttoria delle domande e autorizzano le liquidazioni a favore dei beneficiari ammessi al pagamento, nei limiti delle risorse disponibili. 

Il Reg. (CE) n. 817/2004, inoltre, fornisce le disposizioni amministrative atte a consentire il miglioramento della gestione, della sorveglianza e del controllo delle misure di sviluppo rurale adottate dalle singole Regioni/Provincie Autonome. 

I piani di sviluppo rurale sono articolati secondo le seguenti misure, opportunamente codificate: 

  • investimenti nelle aziende agricole (misura A);
  • insediamento di giovani agricoltori (misura B);
  • formazione (misura C);
  • prepensionamento (misura D);
  • indennità compensativa per zone svantaggiate e zone soggette a vincoli ambientali (misura E);
  • misure agroambientali (misura F);
  • miglioramento delle condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli (misura G);
  • rimboschimento di superfici agricole (misura H);
  • altre misure forestali (misura I);
  • promozione dell'adeguamento e dello sviluppo delle zone rurali (misure J-K-L-M-N-O-P-Q-R-S-T-U-V).

Le misure a loro volta possono articolarsi in sottomisure e azioni. 

Le misure E ed F sono comunemente indicate come "misure a superficie", le altre come "misure a investimento" o "misure strutturali". 

L’AGEA, in qualità di Organismo Pagatore Nazionale, delega a Regioni e Provincie Autonome le funzioni di autorizzazione, inclusi i controlli amministrativi ed i controlli in loco relativi all’attuazione delle misure previste dal Piano Regionale (controlli di primo livello). 

In tale quadro si inseriscono i cosiddetti "controlli di secondo livello" sul comparto dei Piani di Sviluppo Rurale (PSR), affidati ad Agecontrol con lo scopo di accertare la conformità delle attività delegate alla normativa comunitaria e nazionale di riferimento ed alle metodologie e procedure di controllo approvate da AGEA. 

Le operazioni di verifica, svolte da Agecontrol secondo le indicazioni contenute nel "Manuale delle Procedure e dei Controlli" validato da AGEA, ripercorrono il procedimento messo in atto dagli organismi delegati ai controlli di I° livello, prevedendo distinti approfondimenti in relazione alle diverse misure di intervento attivate, in particolare differenziando l’attività di controllo sulla base della tipologia della misura ("a superficie" o "a investimento"). 

Sotto il profilo tecnico-operativo, le verifiche prevedono le seguenti fasi: 

  • esame delle disposizioni attuative messe a punto dalla singola Regione/Provincia Autonoma tramite bandi, delibere, specifiche disposizioni o altro, svolto, presso la sede dell’Ente delegato responsabile del procedimento amministrativo di I° livello, allo scopo di verificare il rispetto delle previsioni contenute nel manuale delle procedure e dei controlli del PSR;
  • esame, per ogni domanda appartenente al campione da sottoporre a controllo, del contenuto del singolo fascicolo, per verificarne la corrispondenza con quanto previsto dalle disposizioni attuative emanate dalla Regione/P.A.;
  • sopralluogo presso la sede dell’investimento o presso l’azienda agricola, per ripercorre le principali fasi del controllo in loco di primo livello (ri-perfomance).

I rilievi effettuati dagli ispettori in ciascuna delle suddette operazioni sono riportati in appositi atti di rilevazione che forniscono la traccia per ripercorrere, conformemente alle specifiche tecniche indicate da AGEA, le principali fasi dei controlli di I° livello.


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